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Stato dell’arte sui PFAS nel territorio gestito da ASA - ASA

PFAS – Inquinamento da sostanze perfluoroalchiliche nelle acque.

La risorsa idrica costituisce un bene prezioso per l’uomo e per l’ambiente. Tuttavia, le attività antropiche possono comprometterne la qualità, con l’introduzione di contaminanti provenienti ad esempio da scarichi industriali non adeguatamente trattati, da attività agricole e civili, o da deposizioni atmosferiche. Una classe di inquinanti che sta destando sempre più preoccupazione a livello globale, e non solo nazionale, è rappresentata dalle sostanze per- e polifluoroalchiliche

I PFAS sono composti chimici altamente fluorurati caratterizzati da una struttura chimica molto stabile che li rende particolarmente resistenti ai processi naturali di degradazione, a causa della loro elevata persistenza ambientale, tanto da essere nominati “forever chemicals”. Grazie alla loro inerzia chimica sono stati utilizzati fin dagli anni 50 in molti settori industriali, come quello conciario, della produzione di carta e dei contenitori per uso alimentare, per i rivestimenti antiaderenti delle pentole e come impermeabilizzanti nella produzione di abbigliamento tecnico (goretex).

A causa di un utilizzo massiccio, di una forte resistenza ai processi di degradazione naturale (fotolisi, idrolisi e decomposizione aerobica e anaerobica) e della tendenza ad accumularsi negli organismi viventi, si è verificata nel tempo una diffusa contaminazione ambientale.

La nuova normativa europea (Direttiva 2020/2184, recepita in Italia dal DLgs 18/2023 e modificata dal DLgs 102/2025) impone dal 12 gennaio 2026 (prorogato al 12 luglio 2026 in Italia) limiti stringenti sui PFAS nell’acqua potabile.

Tabella riassuntiva limiti 2026
Parametro Limite Legislativo
Somma di PFAS 0,10 µg/L
PFAS Totale 0,50 µg/L
Somma di 4 PFAS 0,02 µg/L
TFA 10 µg/L


ASA già dal 2016, e in particolare negli ultimi anni e ancor di più nel 2024 e 2025, ha intrapreso una campagna analitica su tutti gli acquiferi principali tramite prelievi correttamente eseguiti e analisi sulle condotte adottando le migliori strumentazioni e procedure analitiche ad oggi disponibili reputandolo come criterio fondamentale per la precisione del risultato, anche in assenza di norme cogenti comunque attese a breve.
Già nel 2025 e anche nel 2026 ASA ha presentato e condiviso, con le ASL di competenza, il Piano di Campionamento ai sensi del D. Lgs 18/23 Parte C, Tabella 1 relativa alla Frequenza di campionamento e analisi per il controllo delle conformità, contenente anche le analisi dei PFAS su tutto il territorio gestito, dove sono stati individuati 36 punti (almeno 1 per comune gestito) per la rete e circa 250 punti per le gregge, integrando i controlli su PFAS, Glifosato, Glufosinato e AMPA.
ASA è parte integrante del Gruppo di Lavoro intersettoriale, istituito il 26/03/2024 da Utilitalia (Fondazione che promuove la cultura e le best practices nella gestione dei Servizi Pubblici Locali tramite l’attività di studio e ricerca), per l’analisi degli impatti dei PFAS nelle diverse matrici ambientali (acqua, rifiuti, emissioni) nonché la previsione di normative di settore dove è parte integrante l’Istituto Superiore di Sanità. Inoltre, come gli altri gestori del Servizio Idrico, è in costante collegamento con l’Istituto Superiore di Sanità non solo per essere aggiornata sulle migliori tecniche di rilevazione disponibili ma anche per eventuali aggiornamenti che permettono di fornire la massima sicurezza possibile.

ASA dispone di un laboratorio accreditato da Accredia secondo la UNI EN ISO/IEC 17025:2017, come i laboratori del gruppo Iren a cui si appoggia, in grado di fornire risultati con garanzia di livelli di controllo.
Tutti i valori misurati ad oggi, con limiti di rilevabilità strumentale minima sempre più decrescente, sono risultati conformi alla normativa.