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Impianti idrici (acque reflue)


Gli impianti
Per realizzare il ciclo integrato delle acque, A.S.A. gestisce il sistema fognario dei reflui civili e delle acque meteoriche, il servizio di depurazione ed il trattamento dei fanghi civili.
DEPURATORE QUERCIANELLA
SINOTTICO RIVELLINO
VIDEATA TELECONTROLLO QUERCIANELLA

I comuni che usufruiscono di questo servizio sono: Livorno, Castagneto Carducci, Cecina, Collesalvetti, Rosignano Marittimo e Montescudaio.
La rete complessiva di collettori gestiti da A.S.A. comprende 280 Km. di fognatura nera e 320 Km. di fognatura bianca. Questi reflui vengono convogliati in 50 stazioni di sollevamento e distribuiti ai rispettivi impianti di depurazione.
A.S.A. per migliorare la gestione di tali impianti, ha ottimizzato la conduzione, telecontrollando 24 ore su 24 le centraline di sollevamento ed i depuratori.
Infatti dal Telecontrollo è possibile gestire la marcia e l’arresto di centraline di sollevamento, il monitoraggio degli organi e dei parametri in controllo.
Tutto questo permette in caso di anomalie, di intervenire con personale specializzato e ripristinare il corretto e normale funzionamento in tempi celeri.
Nel 2000, A.S.A. ha gestito n° 19 impianti di depurazione di acque reflue urbane di diverse dimensioni e potenzialità di trattamento:
COMUNE IMPIANTO ABITANTI EQUIVALENTI PORTATA ( MC/ANNO )
Livorno Rivellino 225.000 13.870.000
  Quercianella * 1.500 — 5.000 126.000
Collesalvetti Collesalvetti 4.000 320.000
  Guasticce 2.500 210.000
  Stagno 8.000 620.000
  Nugola 800 50.000
Rosignano Marittimo Rosignano Solvay * 25.000 — 60.000 2.830.000
  Castelnuovo M.dia 2.160 102.200
  Gabbro 2.160 102.200
  Nibbiaia 1.500 80.000
Cecina Cecina Mare 38.500 2.880.000
  Collemezzano 150 8.000
Castagneto Carducci Castagneto Carducci 2.000 150.000
  Marina di Castagneto * 5.000 — 41.000 1.100.000
  Bolgheri 400 25.000
Montescudaio Montescudaio 500 40.000
  Fiorino 250
  Chiusa Peri 70
Crespina Cenaia 2.000 146.000
Depuratori serviti ASA 396.000 22.659.400

(*): I depuratori situati nelle zone a sud di Livorno in prossimità della costa sono sottoposti a notevoli fluttuazioni del carico di reflui in ingresso per effetto delle presenze turistiche che moltiplicano le normali necessità di depurazione della popolazione residente.
La depurazione degli scarichi è condotta attraverso una successione di operazioni, combinate a costituire il ciclo di trattamento.
La quasi totalità dei processi comprende una fase di separazione solido — liquido; possono di conseguenza individuarsi due parti fondamentali di trattamento:
- linea acque: per la rimozione degli inquinanti dalla fase liquida con produzione di sedimenti;
- linea fanghi: per il trattamento dei sedimenti prodotti nella linea acque onde renderli compatibili con lo smaltimento finale.

Le fasi di trattamento sono classificate in base alla natura dei processi adottati:
- trattamenti meccanici: in cui è prevalente l’utilizzo di forze fisiche ( grigliatura, sedimentazione, flottazione, filtrazione );
- trattamenti chimici: comportano l’uso di reagenti esterni e di reazioni ad esse correlate ( - flocculazione, precipitazione, ossido — riduzione, disinfezione );
- trattamenti biologici: si basano sull’attività di microrganismi, soprattutto batteri, che utilizzano gli inquinanti organici biodegradabili come substrato per il loro metabolismo ( fanghi attivi, digestione aerobica e anaerobica ….).

A.S.A. effettua controlli sistematici della qualità depurativa, della funzionalità degli impianti di depurazione e dei loro scarichi terminali.
La gestione degli impianti di depurazione e delle stazioni di sollevamento reflui è affidata al sistema di Telecontrollo attivo 24 ore su 24 come descritto in precedenza.
L’affinamento delle tecniche di trattamento apportate con la gestione A.S.A., i rilevanti investimenti effettuati nell’ammodernamento e potenziamento degli impianti, fanno registrare un buon livello di depurazione delle acque reflue nel territorio gestito a seguito del rispetto dei limiti di emissione degli scarichi idrici imposti dal D.L. 152/99.
La destinazione di questo tipo d’acqua ( circa 11 milioni di Mc. d’acqua depurata annui ) ai molteplici usi industriali e di servizi, costituirà in futuro un notevole risparmio delle risorse idriche di falda, che potranno essere perciò riservate al solo uso potabile.

Per quanto riguarda la fase di trattamento dei fanghi, al termine del processo di depurazione si ha la produzione di diverse caratteristiche che vengono disidratati e smaltiti in parte in discariche controllate e in parte riutilizzati come ammendamenti su terreni agricoli.
Nel 2000 sono state prodotte 7.800 tonnellate di fanghi di cui 6.000 inviate in agricoltura, mentre le restanti 1.800 in discarica.
La quota di fanghi riutilizzabili in agricoltura si prevede possa essere elevata al 90% della produzione annua, proseguendo nella politica generale di miglioramento ambientale perseguita dall’Azienda.

Rivellino
L’impianto di depurazione delle acque reflue di Livorno è il risultato di un progetto del 1971 a cui sono state apportate nel tempo numerose modifiche. L’impianto, infatti, è stato avviato ( la sola linea acque ) nel gennaio del 1984. Nel 1995 il comune di Livorno, ha ceduto ad A.S.A. la gestione del Rivellino e nel ’99 è stata concessa l’autorizzazione allo scarico delle acque. Oggi l’impianto, ampliamente ristrutturato e potenziato, è stato in linea con la recente normativa e sono stati eliminati tutti quegli effetti ambientali che prima avevano provocato fastidi e frequente lamentele.
Il processo inizia con un primo sollevamento e grigliatura del liquame in ingresso.
Grigliatura finale

Successivamente il refluo entra, attraverso apposite paratie, nel bacino di dissabbiaggio. Tale bacino, è mantenuto in continua aerazione tramite diffusori d’aria che hanno il compito di riportare in superficie le sostanze grasse e di favorire la decantazione delle sabbie. Un carroponte provvede alla rimozione nel canale di dissabbiaggio mentre uno skimmer con trascinamento a catena, elimina le sostanze oleose galleggianti nel canale di flottazione.
La fase successiva è costituita dalla sedimentazione primaria realizzata mediante due bacini, di cui uno di riserva, di circa 30 mt. di diametro ciascuno. Entrambi sono dotati di un carroponte avente il fulcro al centro della vasca e a cui è collegata una raschia sommersa. Una volta avvenuta la sedimentazione, la raschia recapita i fanghi al centro del bacino dove un’apposita pompa sommersa raccoglie il deposito e lo invia in una vasca di stoccaggio.
SEDIMENTATORE PRIMARIO

L’acqua trattata viene quindi mandata nelle vasche di ossidazione per subire il cosiddetto processo a "fanghi-attivi". Questa fase avviene in un grosso bacino suddiviso a sua volta in altre otto vasche. Ogni vasca è composta da un comparto di aerazione e da due comparti di sedimentazione. I liquami vi giungono attraverso tre condotti posti sul fondo del comparto aerato e qui ricevono subito un apporto di ossigeno. I fanghi così mescolati passano ai comparti laterali tramite finestrelle sommitali entrando nella fase di sedimentazione secondaria. Qui i fiocchi di fango sedimentano verso il fondo separandosi dalle acque che stramazzano nelle canalette di raccolta.
VASCA SEDIMENTAZIONE SECONDARIA

L’impianto è anche dotato di un trattamento terziario in cui le acque vengono filtrate in apposite vasche da letti di sabbia silicea.
Le acque depurate che escono dal Rivellino vengono scaricate in mare nel porto di Livorno.
I fanghi sono invece inviati all’impianto ITF ( Loc. Picchianti ) dove vengono trattati anaerobicamente in due digestori, disidratati in nastropresse e infine mandati in agricoltura.
DIGESTORE I.T.F.
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