RECUPERO
DELLE ACQUE REFLUE DEPURATE
L’acqua è una risorsa rinnovabile anche
se non inesauribile e il riciclo dell’acqua permette
una distribuzione costante sulla terra nonché
la sua depurazione naturale.
In assenza di sistemi migliori e più economici
per ottenere acqua in quantità e qualità
adeguate, rispettare il ciclo naturale dell’acqua
rimane la scelta più intelligente da parte dell’uomo.
Un principio fondamentale affermato attraverso il D.Lgs
152/99 e succ. L.258/00 è quello della tutela
quantitativa delle risorse idriche attraverso
una pianificazione degli utilizzi,
non che il risparmio idrico. A tale
proposito si incentiva il riciclo e riutilizzo
anche mediante riduzioni tariffarie per le utenze
industriali in funzione delle percentuali di
reimpiego di acque reflue o già utilizzate nel
ciclo produttivo. Il decreto invita le regioni alla
definizione di norme specifiche tecniche per favorire
le iniziative di riutilizzo.
Il recupero delle acque reflue non costituisce infatti,
dove possibile, una semplice azione a tutela del territorio,
ma una vera e propria necessità là dove
i costi per l’utilizzo di acqua primaria non sono
più sostenibili e dove la carenza di risorse
idriche stringe nella morsa sia i cittadini che le grandi
utenze.
Esperienze di questo tipo in Italia non sono ancora
molto numerose. Per poter realizzare il recupero delle
acque a scopi industriali o agricoli sono necessarie
tutta una serie di condizioni che raramente si verificano
contemporaneamente.
L’acqua può essere utilizzata dall’industria
per il raffreddamento o nei processi produttivi. In
ognuno dei due casi devono essere eliminati eventuali
solidi in sospensione e ridotta drasticamente la carica
batterica. Non va inoltre trascurato che l’eccessiva
salinità può compromettere alcuni processi. L’ACQUA
REFLUA PER USO INDUSTRIALE
Il recupero delle acque reflue ed il riuso a scopi industriali
si scontra con gli elevati investimenti di convogliamento
e trattamento. Il recupero richiede investimenti elevati:
sono in studio da parte di ASA alcuni progetti per il
recupero delle acque dai depuratori di Cecina e Rosignano
Solvay che permetterebbero di risolvere nel breve-medio
periodo buona parte dei problemi dell’apporovvigionamento
idrico della costa. L’ACQUA
REFLUA PER USO AGRICOLO: IL PROGETTO VIRUD
L’ASA in collaborazione con il Dipartimento
di Agronomia e Gestione dell’Agroecosistema dell’Università
degli Studi di Pisa ha dato il via ad un progetto
di studi per la "Valorizzazione Irrigua dei
reflui urbani depurati". Il progetto, che
ora si trova al secondo anno del suo svolgimento, permetterà
di raccogliere quei dati e quelle informazioni che saranno
determinanti nella valutazione dell’impatto ambientale
ed economico dell’uso dell’acqua dei depuratori.
Se da un lato la normativa spinge al reimpiego in agricoltura,
dall’altro impone dei limiti di scarico sul suolo
non compatibili con la salinità delle acque delle
nostre falde (e quindi delle acque depurate che da queste
derivano).
I limiti batteriologici imposti inoltre richiedono trattamenti
molto onerosi, ben poco compatibili con l’utilizzo
agricolo.
Questi studi sono basilari per raccogliere dati utili
alla definizione di norme più razionali nel processo
di reimpiego delle acque usate.