Mirko Sitta, ASA Trade
surl
Premessa
L’intervento ha lo scopo di collegare quanto discusso
a proposito dell’inquinamento e dell’impegno
energetico per alimentare i nostri fabbisogni con le
applicazioni che sul mercato energetico possono essere
realizzate con l’utilizzo del gas metano, finalizzate
all’incremento degli standard ambientali.
Prima di tutto una brevissima panoramica su cosa si
intende per inquinamento atmosferico:
Si dice inquinamento atmosferico, secondo il DPR 203
del 1988, ogni modificazione della normale composizione
dello stato fisico dell’aria atmosferica, dovuto
alla presenza nella stessa di una o più sostanze
in quantità e con caratteristiche tali da alterare
le normali condizioni dell’ambiente, costituire
pericolo vero o pregiudizio diretto o indiretto per
la salute dell’uomo, compromettere le attività
ricreative e gli altri usi legittimi dell’ambiente,
alterare le risorse biologiche e gli ecosistemi dei
beni materiali pubblici e privati.
Si possono definire 2 fonti di inquinamento atmosferico
principali: la fonte primaria è costituita dalle
sostanze primarie che sono gli inquinanti che permangono
in atmosfera con le stesse caratteristiche chimico fisiche
con le quali vengono emessi; la fonte secondaria è
costituita da quegli inquinanti che si formano per trasformazione
o combinazione di sostanze diverse, parliamo quindi
dei COx, degli NOx ed eventualmente degli SOx che vengono
prodotti dai motori endotermici.
Gli inquinanti possono anche essere suddivisi in particelle
sospese, elementi o composti chimici allo stato solido
o liquido di piccole dimensioni, gas, ovvero elementi
o composti chimici presenti nell’area sotto forma
di sostanza volatili, ed odori.
Le principali fonti di inquinamento risultano essere
le attività industriali, il traffico veicolare,
i processi di combustione per la produzione di calore,
l’incenerimento dei rifiuti ed il riscaldamento
domestico, e lo spargimento di pesticidi e fertilizzanti.
Ovviamente l’inquinamento per produzione di calore
ed il riscaldamento domestico sono quelli che interessano
maggiormente il presente intervento ed il business di
ASA Trade Surl.
Si propone una tabella di comparazione tra i fattori
di emissione del gasolio, considerato la fonte di energia
primaria per le centrali termiche che non funzionano
a gas metano, ed i fattori di emissione del gas metano
stesso. Si vede come l’emissione di CO2 per gli
impianti a gasolio sia superiore a quella degli impianti
a gas metano, si parla di 73,27 kg per ogni GJ di energia,
contro i 55,429 del gas metano. Ipotizzando, per gli
impianti attualmente a gasolio nella città di
Livorno, un consumo equivalente nell’ordine di
100 milioni di metri cubi annui, potremmo avere una
differenza di emissione di circa 213 tonnellate l’anno.
Preme considerare che Livorno è una delle città
nelle quali l’emissione totale di CO2, di Pm10
e benzene è sicuramente tra le più alte
in Toscana. Tali considerazioni non possono passare
inosservate ad un attore di primo piano come ASA Trade,
che nel tessuto connettivo della città occupa
il ruolo di chi può sviluppare strumenti e tecnologie
migliorative per l’ambiente.
Un’ulteriore riflessione va fatta a proposito
dei consumi energetici nelle abitazioni civili: per
il 57% sostenuti per il riscaldamento degli ambienti,
il 25% per l’acqua calda, mentre solo l’11%
dell’energia impiegata è per l’alimentazione
degli apparecchi elettrici. Questa riflessione conferma
ancora l’importanza di occuparsi delle problematiche
relative allo sfruttamento dell’energia termica.
Inoltre bisogna riflettere sul fatto che le nostre case,
così come sono state progettate e costruite,
sono scarsamente isolate e mal gestite dal punto di
vista termico, e, oltre a questo, mancano sistemi di
controllo e di gestione dei parametri di temperatura
e di umidità all’interno degli ambienti.
Le aree sulle quali intervenire possono essere sintetizzate
quindi nella fornitura del combustibile, nella conduzione
degli impianti.
La fornitura di combustibile è intesa nella accezione
dell’energia primaria da utilizzare per fornire
l’impianto (gasolio o metano, per esempio).
La conduzione degli impianti riguarda le accensioni,
gli spegnimenti, i sistemi di regolazione, la manutenzione
ordinaria e straordinaria, la consulenza tecnica rivolta
alla assistenza ed alla progettazione e l’installazione
dei nuovi impianti, il supporto e l’accertamento
della conformità delle norme di legge vigenti.
Si è riscontrato in molti casi che, in materia
di sicurezza e di funzionamento degli impianti, la conformità
alle normative di legge non è soddisfatta. Esistono
un gran numero di impianti nei quali sarebbe necessario
applicare delle trasformazioni, sia ai locali sia alla
parte della distribuzione dei fumi di scarico, per poter
emettere le dichiarazioni di conformità alle
norme di legge.
Ultimo standard ma non ultimo come determinante alle
trasformazioni/conversioni energetiche da considerare
è l’aumento del livello di confort del
cliente finale.
Il ruolo dell’Energy Manager
L’Energy Manager, figura introdotta negli impianti
industriali ai sensi della legge 308 del 1982, è
quella persona con lo scopo istituzionale di contribuire
alla razionalizzazione dei consumi energetici nei grandi
impianti.
A seguito del Decreto Bersani e del Decreto Letta, l’Energy
Manager ha assunto una maggiore importanza all’interno
del sistema dell’energia. A 2 anni di distanza
dalla introduzione dei suddetti decreti, l’Energy
Manager interviene in maniera sostanziale sulla gestione
dell’energia dei grandi impianti industriali.
Dalla osservazione del mercato si nota come manchi una
analoga figura nel mercato delle utenze residenziali,
ovvero in quel mercato che a livello energetico specifico
(per ogni singola unità) conta un consumo trascurabile,
ma che nella somma totale della quantità di energia
utilizzata è sicuramente il consumatore preponderante.
Una delle mission di ASA TRADE, è di collocarsi
come consulente sul mercato dell’energia per i
piccoli ed i medi consumatori.
Allo stato attuale ASA TRADE provvede a trasformare
la centrale termica da combustibile liquido a gas naturale,
riqualificare la centrale termica già funzionante
a gas naturale con ottimizzazione energetica ed un suo
successivo adeguamento alle norme di legge, assicurare
l’affidabilità e l’efficienza del
sistema e, quindi, garantire una gestione amministrativa
personalizzata, finalizzata anche a sollevare il cliente
da responsabilità civili.
Dal punto di vista economico ASA TRADE si propone anche
come l’azienda che attiva opportune forme di finanziamento
che permettono al cliente di assorbire i costi dell’investimento
nel tempo. L’esperienza fatta sul mercato dimostra
che davanti ad un risparmio in termini di costi nell’ordine
del 10-15% si raggiungono anche un aumento dei rendimenti
del 15-20% circa.
I progetti futuri, riguardano la “trigenerazione”,
ovvero la gestione del calore e del freddo negli ambienti,
abbinata alla produzione e distribuzione di energia
elettrica. La gestione del calore all’interno
dei singoli ambienti è da intendersi tale da
consentire una programmazione della temperatura e del
grado di umidità, così come desiderato
dal cliente finale. Ovviamente per realizzazione di
simili progetti necessitano forti investimenti di carattere
progettuale e finanziario, sia per l’azienda sia
per il cliente finale.
La coogenerazione del calore, in linea di principio,
si sviluppa considerando una turbina ed un sistema di
distribuzione del calore. Si tratta, quindi, di un ciclo
termodinamico fortemente assimilabile al ciclo Brayton,
di cui si accennava anche prima. L’impianto potrà
essere di piccole o grandi dimensioni a seconda della
grandezza dell’utenza, e dovrà comprendere
uno scambio termico per il recupero del calore di scarto.
In questo modo si arriva a definire un lavoro di tipo
meccanico, ed una generazione di energia elettrica.
Il riscaldamento degli ambienti, che nel caso di processi
industriali può essere prodotto anche attraverso
il calore derivato dai processi industriali a bassa
temperatura, come, per esempio, potrebbero essere i
processi per l’essiccamento, può essere
fatto anche attraverso la produzione separata di energia
elettrica.
Gli impianti per la produzione e l’utilizzo di
energia elettrica sono tali che, convenzionalmente,
da un 100% dell’energia primaria immessa nell’impianto,
generano un 37% di energia utilizzata, con perdite molto
alte, nell’ordine del 60%, tra il sistema di distribuzione
ad alta e media tensione, ed i sistemi di distribuzione
locali.
Per quanto riguarda l’energia termica: dal 100%
di energia primaria si riesce ad ottenere con gli impianti
convenzionali circa il 60% di energia effettivamente
sfruttata nei singoli ambienti, un 20% come energia
dispersa ed una parte rimanente, di un altrettanto 20%,
che viene distribuita nelle corti comuni e, quindi,
non vengono utilizzati direttamente dal cliente finale.
La produzione combinata di energia elettrica e calore
in questo caso comporta che partendo da un 100% dell’energia
primaria, il 31% può essere prodotto come energia
elettrica, il 49% come energia termica, andando a ridurre
le perdite di circa la metà del valore precedentemente
considerato.
Gli effetti della liberalizzazione dei mercati: dalla
cogenerazione per gli impianti industriali alla tri-generazione
per gli impianti civili
La liberalizzazione del mercato energetico (elettrico
e gas) comporta una maggior considerazione verso la
generazione diffusa di energia elettrica e calore, specialmente
se valutata su impianti di piccola taglia (microcogenerazione).
Forme assimilate di cogenerazione sono anche altri sistemi
di produzione combinata di energia meccanica e termica,
come le pompe di calore per la climatizzazione del settore
civile, l’azionamento delle macchine frigorifere
per l’industria e l’immagazzinamento, la
produzione di aria compressa per i servizi all’industria,
e la produzione di aria compressa per gli impianti di
depurazione delle acque, ed altri processi ancora inerenti
sempre a questa catena di produzione.
Ai precedenti è da aggiungere anche un altro
aspetto, collegato sempre alla coogenerazione ed è
la produzione del freddo.
Si introduce così la rigenerazione: energia elettrica,
calore e refrigerazione. Il condizionamento, in questo
tipo di macchina viene ottenuto tramite cicli combinati
di acqua e bromuro di litio che producono acqua refrigerata
a circa 5-7 gradi centigradi.
I vantaggi della coogenerazione: in termini ambientali
è stato calcolato che soprattutto per effetto
della diminuzione delle perdite sulle reti di media
e bassa tensione, si può raggiungere un risparmio
di anidride carbonica pari a 450 grammi per ogni kilowatt
ora prodotto., considerando che la distribuzione di
energia elettrica sarebbe una distribuzione localizzata.
Da questa considerazione discende che, nel contesto
nazionale, con utilizzo di circa 4500 ore annue, il
contributo della coogenerazione porterebbe ad un risparmio
di 1 milione di tonnellate di anidride carbonica non
emesse in atmosfera. Un risparmio di energia primaria
dell’ordine del 35-40% che comporta quindi una
diminuzione dei costi energetici per il cliente finale
ed una forte riduzione delle perdite di distribuzione
del calore, soprattutto se questa tecnologia viene valutata
accanto al tele riscaldamento (tecnologia che viene
sviluppata a livello prototipale in altre città
ed in altre situazioni e che viene intesa come sostitutiva
alla tecnologia di cui stiamo discutendo in questa esposizione).
Oltre a quanto sopra discusso, la trigenerazione porterà
ad una drastica riduzione delle perdite di distribuzione
di energia elettrica che viene riversata direttamente
nelle linee a bassa tensione, una limitazione delle
cadute di tensione sulle utenze finali, una limitazione
della posa delle linee elettriche interrate o dei tralicci,
quindi anche un minore impatto ambientale, ed una semplificazione
e riduzione dei costi d’esercizio per l’assistenza
ordinaria e straordinaria. Ovviamente questi impianti
hanno un costo ed il loro tempo di ammortamento diminuisce
a seconda della grandezza dell’impianto stesso.
Impianti che funzionano circa 3000 ore l’anno,
impianti medio piccoli, gli anni calcolati come ammortamento
sono circa 9,87 che diventano 3,3 nel momento in cui
si parla di impianti molto più grandi e le cui
ore di funzionamento sono circa 8.000/anno.
Conclusioni
Il concetto di generazione diffusa, dall’analisi
del quadro normativo, porta a considerare che la coogenerazione
e la trigenerazione del calore, fatta attraverso il
gas metano, inseriscono il gas metano tra le energie
rinnovabili, questo ai sensi già della Legge
308 del 1982 e della legge 10 del ‘91.
L’impegno economico e finanziario è ovviamente
elevato, soprattutto per i clienti finali. E’
in questo contesto che ASA TRADE si dichiara disponibile
ad instaurare dei rapporti di contracting in cui ASA
TRADE è il main contractor, per favorire il processo
di rinnovamento degli impianti.
In sostanza si vuol realizzare una trasformazione dello
sfruttamento delle energie primarie in maniera tale
che il cliente finale, per l’arco di tempo necessario
all’ammortamento del capitale, non ha fondamentalmente
varianza nei costi che compaiono in bolletta. Tutto
questo realizzato senza neanche i costi di investimento
dovuti alla variazione degli impianti.
Si presume che il volume delle trasformazioni sul mercato
delle utenze residenziali, condomini centralizzati,
ospedali, Comuni e quant’altro, all’interno
del mercato tradizionale di ASA TRADE sia nell’ordine
di 400-500 centrali termiche.
Dal punto di vista ambientale si ritiene raggiungibile
il risparmio di 200 tonnellate annue di CO2 emesse in
atmosfera, già con la conversione degli impianti
a gasolio con gas metano.
Tutto questo comporta però degli oneri piuttosto
elevati, a partire dall’aumento esponenziale dell’attività
progettuale ed esecutive.
Per tale ragione siccome l’aspetto finanziario
è preponderante per l’attivazione di queste
iniziative, al fine di concretizzare il modello esposto,
ASA TRADE sta già collaborando e testando primari
partner finanziari, in grado di contribuire alla gestione
delle attività progettuali ed operative.
Infine, tutto quanto è stato discusso in questa
sede rappresenta sostanzialmente la prima risposta concreta
alla generazione di sistemi combinati per la produzione
di energia elettrica e calore, sistemi che hanno come
conseguenza un abbattimento delle emissioni in atmosfera
degli inquinanti e di conseguenza anche un risparmio
della fonte primaria di energia.
L’ulteriore evoluzione della generazione diffusa
potrebbe acquistare una valenza interessante pensando
ai sistemi integrati di energia elettrica e calore ottenuti
dalle biomasse, dal fotovoltaico, dall’eolico,
o addirittura da processi futuribili come quello delle
celle a combustibile con l’utilizzo di idrogeno.
Tutto questo è ovviamente interessante soltanto
se sarà prima possibile valutare la fattibilità
tecnico economica dei progetti ovvero il reale momento
in cui questi saranno disponibili sul mercato e commercializzabili.
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