Brunori Marcello, Idroenergy
Buon giorno a tutti, signori e signore, mi chiamo Brunori,
sono Amministratore Delegato di Idroenergy, questa sconosciuta
chi è? L’Idroenergy è un’azienda
livornese che, senza fare rumore, lavora da 15 anni
nel campo della dissociazione elettrolitica. Associazione
elettrolitica è una delle tecnologie che si conoscono
per ottenere, in questo caso, dall’acqua idrogeno
ed ossigeno puri.
E’ un processo abbastanza vecchio, perché
è conosciuto fin dal 1800, ma Idroenergy in questi
ultimi 15 anni l’ha voluta reinventare, miniaturizzare
e rendere più potente.
Il processo è un po' come quello che è
stato fatto per le radioline, i computer e tutte queste
cose.
L’elettrolisi è un grosso vantaggio su
molti altri procedimenti per ottenere l’idrogeno,
che partono da combustibili fossili, è un processo
che non genera né CO, né CO2, né
idrocarburi, né altre impurità. Scinde
la molecola dell’acqua in ossigeno e idrogeno
che sono i suoi componenti, proprio in ragione stechiometrica
di 2 terzi, un terzo.
Poi, quello che volevo dire è un’altra
cosa, l’idrogeno ha una gran brutta nomea tra
la popolazione perché vuoi per la bomba all’idrogeno,
vuoi per il suo passato il dirigibile Indemburg si bruciò
e fu colpa dell’idrogeno, poi si appurò
che non era colpa dell’idrogeno, però è
seguito da questo “alone” che mette un po'
paura agli utenti che non lo conoscono bene. E di fatto,
però, l’idrogeno è molto usato nell’industria,
l’idrogeno ci circonda voi avete visto un piccolo
esempio lì nell’ingresso di una lampada
che è alimentata ad idrogeno, poi spiegherò
per cosa fare. Quindi passerei ad illustrare un attimo
un po' gli impieghi dell’idrogeno sperando nel
frattempo che però gli auspicati permessi per
l’installazione dei generatori eolici di cui hanno
parlato stamattina i relatori che mi hanno preceduto,
vengano concessi e vengano concessi per tempo, il che
significa prima che finisca il petrolio.
Se leggete un libro che dal titolo “Economia all’idrogeno”,
di Jeremy Rifkin (ed. Mondadori) ipotizza che ci sia
una drastica caduta nel reperimento delle fonti nuove
di combustibili fossili, nei prossimi 10-15 anni, e
addirittura ipotizza anche che tutti i dati sulle scorte
di combustibili fossili estraibili non combustibili
fossili che non saranno estraibili siano estremamente
sopravvalutati perché è interesse delle
compagnie degli stati far vedere che hanno delle grosse
riserve di combustibili fossili estraibili.
Detto questo, auspichiamo che le energie rinnovabili
prendano il posto dei combustibili fossili e si possa
avere effettivamente una disponibilità di energia
abbondante e a buon prezzo, come per la eolica. Dunque
Idroenergy è attiva da una quindicina di anni
e, come dicevo prima, produce diverse macchine, e qua
avete alcuni esempi di applicazioni dell’idrogeno
nell’industria. L’idrogeno è molto
utilizzato nelle varie lavorazioni dell’industria
e, per esempio, in questo caso vedete delle fiamme che
attuano un riscaldamento di un materiale estremamente
sensibile all’ossidazione, sono fiamme all’idrogeno
e stanno riscaldando un pezzo con delle fiamme cosiddette
riducenti. Una particolarità: le fiamme ottenute
combinando insieme ossigeno ed idrogeno vengono dette
fiamme pure, e sono quelle che l’industria utilizza
in maniera particolare nella saldo brasatura, nella
brasatura e nella fusione di metalli un po' particolari.
Vedete, per esempio in questo caso, una signora che
sta saldobrasando delle catene d’oro, in questo
caso l’operatore utilizza 2 particolarità
dell’idrogeno, una che è quella di produrre
una fiamma pura che non inquina il metallo, ma non intossica
neanche l’operatore, essendo il prodotto la fiamma
unicamente del vapore d’acqua. E l’altra
vedete che la fiamma è di una dimensione veramente
minima soprattutto quando si sta saldando l’anello,
ed un’altra caratteristica dell’idrogeno
è di fare le fiamme più piccole e con
la maggiore somministrazione di termine per unità
di superficie che si conosca, in maniera da poter operare
esattamente nel punto dove si deve ed è per questo
che è stata utilizzata in gioielleria, perché
ha più vantaggi in quanto ha un forte apporto
calorico alla parte che si deve modellare, non intossica
l’operatore e per esempio non inquina le pietre
che uno sta montando, che se usasse un combustibile
a base di carbonio che lascia degli aloni su un diamante
o su una pietra preziosa chiaramente creerebbe più
danni che vantaggi.
Vedete, quindi, che in questo campo noi abbiamo circa
450 generatori, nell’industria orafa tra Italia
e paesi limitrofi. Un altro campo molto importante in
cui l’idrogeno è utilizzato in maniera
frequente sono i trattamenti termici, noi siamo circondati
da tante parti che sono prodotti sinterizzati, che sono
prodotti ricoperti, vedete quei pezzi che sembrano d’oro
è un carburo di titanio, che vira il giallo così,
sono pezzi della Ferrari sono stati deposti in una atmosfera
di idrogeno perché evitava l’ossidazione
dei pezzi, e allungano la vita in senso tribologico
di questi pezzi di 30 volte. Gli altri pezzi sotto sono
dei pezzi che comunemente vediamo, c’è
il mulino della macina caffè Saeco degli ingranaggi
per piccoli motoriduttori e compagnia che sono fatti
in acciaio inossidabile, ed utilizzando la tecnologia
della sinterizzazione. Ovvero partendo da polveri granulate
in granuli micrometrici che vengono pressate, e poi
passate al forno, ottenendo la forma definitiva senza
necessità di grandi lavorazioni meccaniche. Immaginate
di dover tagliare la fresa tutti quei pezzi lì.
Vado avanti. Scusate, sempre l’idrogeno lo vedete
utilizzato in tanti campi, dicevo prima l’oro,
ma i cristalli per la medesima motivazione, trattamento
delle superfici negli acciai nei tubifici, laminatoi
e così via ed anche nell’idrogenazione
di grassi alimentari. La margarina quando la mangiamo
la vediamo come un solido, un panetto, invece di norma
allo stato “industriale” quando viene trasportata
logisticamente da una fabbrica all’altra si presenta
piuttosto sotto una forma di olio, quindi grassi “idrogenati”
sono molto diffusi, perché oltre ai grassi idrogenati
ci sono le margarine i saponi, le caramelle, tante altre
cose, l’idrogeno da questa possibilità
agli idrocarburi di assumere una forma solida. Abbiamo
parlato di tante cose, di come è diffuso l’idrogeno
delle tecnologie che vengono utilizzate per produrlo,
delle tecnologie che vengono utilizzate perché
vengono adottate dei sistemi che vengono adottati per
utilizzarlo, i vantaggi che porta nelle comuni lavorazioni,
che fanno parte di ciò che usiamo noi, ed adesso
volevo toccare invece quello che potrebbe essere il
futuro prossimo, l’autotrazione ma non tanto nella
forma che vedete lì quella è una BMW e
per altro funziona con dell’idrogeno liquido che
non è molto facile da ottenere soprattutto da
distribuire e da stoccare, è un importante boil
off, cioè è una importante fase di vapore,
vaporizza facilmente perché è tenuto liquido
ad una temperatura inferiore ai meno 250° e occorrono
delle tecnologie molto particolari per poterlo mantenere
liquido. Però e faccio un passo in avanti, quindi
questa è se vogliamo vederla un’autotrazione
del domani, quando dico domani dico è da 15-20
anni che si stanno lavorando attorno, ma ne serviranno
altri 15 o 20 per questo tipo di autotrazione per poterla
avere disponibile ad un prezzo sufficientemente potabile.
Se invece consideriamo delle altre forme di autotrazione
in questo caso sono forme di autotrazione mista, cosa
vuol dire, sono delle auto che hanno anziché
l’idrogeno liquido stoccato a bordo, dell’idrogeno
compresso, in bombole un po' speciali diciamo e questo
tipo di auto, può viaggiare con 2 principi, uno
con il principio della trasformazione dell’idrogeno
in energia elettrica attraverso delle celle a combustione
che a loro volta alimentano un motore elettrico, in
sostanza diventa un’auto elettrica, come vedete,
in altri casi invece l’auto mette l’idrogeno
tout court dentro il motore ed il motore diventa a combustione
che utilizza l’idrogeno.
Allora in questo caso, quando il motore viene alimentato
direttamente ad idrogeno, si semplifica estremamente
tutto l’approccio tecnologico, diventa se vogliamo
usare una semplificazione forse un po' troppo spinta
più simile ad un autobus a metano, perché
le problematiche sono le stesse, cambia il gas, che
ha delle bombole con dentro l’idrogeno, ha la
necessità di fasare il motore tenendo conto del
tipo nuovo di combustibile che va dentro, il motore
non sarà più un motore dalle super prestazioni,
ma potrebbe essere un motore che comunque funziona molto
bene per della trazione pubblica, gli autobus non devono
andare in giro per le città ai 200 all’ora
non hanno questa necessità, hanno la necessità
di utilizzare delle velocità anche lì
di punta con 60 80 km all’ora questo l’idrogeno
lo permette molto bene, il vantaggio incredibile è
che un motore sì fatto non inquinerebbe. E questo
è un qualcosa se fosse “aggiornato”
rapidizzato l’iter approvativo, delle bombole
e di questi sistemi, le tecnologie esistono già
per farlo domani, voglio dire in pochi mesi, quindi
immaginate che cosa sarebbe una città da cui
è stato tolto tutto l’inquinamento che
è dovuto agli autobus, in seguito farò
un’altra provocazione e tutti l’inquinamento
che è dovuto al domestico significa per l’uso
di riscaldamento delle abitazioni e per l’uso
di cucina. Arrivo qua vedete una provocazione è
abbastanza, avete visto fuori una lampada ad idrogeno,
che per altro ho visto non ha spaventato nessuno, si
è girati attorno, nessuno aveva paura che esplodesse,
silenziosa, se si vuole può fare molta più
luce di quella lì, ecco questo è un esempio
invece di idrogeno utilizzato necessariamente con fonti
rinnovabili che possono essere pannelli solari e o generatori
eolici, per il ...è un progetto che abbiamo elaborato
per quei paesi dell’area del Sahel o sub sahariana
o anche quei paesi se prendete non so Zanzibar dove
hanno quelle foreste che una volta tagliate poi non
si riproducono più, i “poveri” abitanti
di questi villaggi se voi li vedete di notte sono anche
neri, dico ma non si vedono proprio, non hanno niente
che fa luce, l’unica fonte di calore per cucinare
è andare a tagliare un albero quando va bene
lo riducono in carbone, e poi dopo la carbonella cosiddetta
azionano i fuochi. Allora per quei paesi lì abbiamo
messo a punto un progetto siccome il sole non manca
in quei posti, si potrebbe evitare la deforestazione
che poi è un danno irreversibile e ingentissimo,
non è un gran buon italiano, ingentissimo, comunque
è un danno ingente, importantissimo, perché
poi le piante neanche a piantarle non si rifanno che
in periodi estremamente lunghi, quindi qua vedete una
grossa lampada che potete immaginare che moltiplicata
su moltissime per un villaggio di quel tipo bastano
20 30 punti luce per rendere praticabile il villaggio,
questi ci possono vedere di notte, e qua vedete anche
sempre una cucina, vedete il fornellone da campo, alimentato
in idrogeno, con il generatore dello stesso tipo di
quello che abbiamo utilizzato per la lampada. Quindi
immaginate anche lì un certo numero di cucine
a piacere alimentate da un gas puro. Quindi ecco in
questi paesi bisognerebbe prevedere appunto apparecchiature
come queste estremamente rustiche affidabili, alimentate
da sorgenti rinnovabili, e si eviterebbe la deforestazione.
A naturalmente tutti gli usi dell’idrogeno che
ho spiegato fin qua sono usi che ambientalmente sono
estremamente in fase con il Protocollo di Kyoto, non
inquinano, se c’è combustione si da origine
a vapore di acqua se c’è miscelazione con
altri gas come azoto, nei trattamenti termici, non si
da origine a niente. Vedete qua per esempio le grandi
compagnie petrolifere che cominciano a preoccuparsi
delle stazioni di distribuzione di idrogeno sempre per
quel tipo di trazione di cui si parlava prima, la Shell
non è l’unica, non ho un’altra, non
si vede un gran che bene però penso si possa
fare qualcosa sul proiettabile. Allora prima abbiamo
parlato degli autobus ad impatto 0, ma qui immaginate
una città qualsiasi, Livorno per esempio, che
ha un certo numero di autobus, e una città in
cui tutti gli edifici pubblici, intendo Comune, scuole
ecc. si sono attrezzati in questa maniera, vale a dire
con dei pannelli solari, che sulle colline qua dietro
ci fossero degli aerogeneratori, o dei generatori eolici,
e poi nell’ambito di questa casa ci fossero dei
generatori di idrogeno, degli stoccaggi di idrogeno,
ecco questa casa potrebbe funzionare tranquillamente
per tutti i suoi usi, tecnologici, con un impatto 0
sull’ambiente.
Allora se in una città fate una piccola astrazione
ed immaginate quanto possano inquinare gli edifici pubblici,
quanto possa inquinare il trasporto pubblico, quanto
possa “inquinare” l’edificio privato,
che ad un certo punto poi si vuole riscaldare e vuole
avere l’acqua calda, in questo caso vedete che
tutti questi bisogni, riscaldamento, acqua calda, cucina
e luce elettrica, e gli utilizzi, ma direi che si può
arrivare anche a qui c’è il Professore
Redi che è riuscito ad attrezzare interi tetti
di intere fabbriche con pannelli solari e allora lì
la generazione diventa molto più importante e
pensare anche a delle fabbriche con impatto ambientale
0 certamente è un obiettivo un gol che ci possiamo.
Ecco la tecnologia per fare questo è disponibile
già oggi, non dobbiamo inventare granché
sono tutte macchine ed approcci tecnologici già
conosciuti e già sperimentati. Passerei alla
successiva. Questo invece è un utilizzo che abbiamo
ideologizzato con ASA per cercare anche qui di mettere
a disposizione di una municipalità allora abbiamo
visto l’attrazione pubblica, abbiamo visto le
case dei privati, abbiamo visto gli edifici pubblici
ed in questo caso vediamo anche il trattamento dei rifiuti
e quant’altro. Questo è un altro approccio
che comunque porta gli stessi risultati. Vedete che
c’è un generatore eolico sulla destra,
dei pannelli solari sulla sinistra, sono tutte foto
di cose esistenti, vedete dei dissociatori elettrolitici,
vedete che ad un certo punto c’è un ossigeno,
perché dall’acqua si tira fuori ossigeno
ed idrogeno, un ossigeno che se ne va sulla destra e
va a depurare le acque reflue della città. Attualmente
l’ossigeno bisogna trasportarlo, bisogna consumare
dei combustibili per il trasporto, in questo caso viene
prodotto in questa maniera e va sia a depurare le acque
che addirittura a ionizzare le acque potabili. Dall’altra
parte vedete che esce dell’idrogeno, viene depurato
ed è un dettaglio e se ne fanno 2 usi, una parte
dell’idrogeno, perché ci sono dei momenti
in cui il generatore genera di più e c’è
un surplus di generazione, e momenti in cui genera di
meno, genera di meno, ma nel momento in cui genera di
più si pompa nelle canalizzazioni del metano,
ovvero il gas naturale che attualmente alimenta le case.
Molti anni fa prima che il paese fosse metanizzato,
si usava il famoso gas di città, che era un escamotage
per mettere lì una miscela di gas combustibili
il cui combustibile principale per una fase del 30-40
ed oltre per cento, era idrogeno. Tanti anni fa il gas
di città era un gas poco inquinante, quindi in
questo caso si potrebbe iniettare nella tubazione dell’idrogeno.
E “miscelato” in quantità modiche
con il gas attuale sarebbe una operazione tecnologica
che si può fare in un corto periodo. C’è
un ulteriore fase l’idrogeno verrebbe compresso,
stoccato, e poi con un dispenser messo nelle bombole
stoccate a bordo dei famosi autobus che potrebbero viaggiare
o con le celle a combustibile o con il motore a combustione
come si stava dicendo, ecco questa è un’altra
slide, poi vediamo la terza. Be insomma è una
migliore declinazione di quanto abbiamo detto prima,
vedete che l’idrogeno si può utilizzare
per avere della luce, per avere della cucina ma anche
per azionare dei frigoriferi che sono in tutto simili
a quelli che usiamo su certe isole ed anche qua in Italia
o a bordo di certe imbarcazioni che funzionano con dei
combustibili. Andrei avanti. Niente in questo schema
si vede come sia importante la fonte di energia, attualmente
l’abbiamo quasi esclusivamente in Italia da combustibili
fossili o almeno in grande percentuale, sarebbe importante
sostituirla con dell’eolica o con del solare,
l’idroelettrica quanto c’era da fare è
stato in gran parte fatto, biomasse ed un certo tipo
di nucleare. I sistemi di produzione di idrogeno, sono
vedete lì dell’elettrolisi il reforming
della foto conversione, il trasporto può essere
effettuato tramite tubazioni o su strada compresso o
con altre infrastrutture lo stoccaggio può venire
sotto forma di gas sotto forma di liquido o in nanostrutture.
Le forme di utilizzazione le ho descritte prima sono
molteplici e sono di vario tipo e vedete che c’è
un residenziale un commerciale un pubblico, il trasporto,
l’industria ecc. direi che è proprio un
gas che entra in molte fasi della nostra vita l’idrogeno
ed è un gas con cui dobbiamo familiarizzare perché
è l’unico che ci può permettere
di uscire da quel fattore serra che attualmente ci spaventa
tanto ecc. Vedete in questo disegno, non fatto da me,
ma però che riproduce gli stessi concetti, l’idea
di una intera città, in questo caso paese un’isola
completamente idrogenizzata.
E non è una visione così folle o così
lontana nel tempo, fate conto che per i 3 quarti di
quanto si vede lì, o i 4 quinti o anche di più,
le tecnologie siano già disponibili, il dibattito
di stamani ha focalizzato soprattutto la volontà
politica di farlo, ed io dico che lo scoglio maggiore
risiede in noi, nell’accettazione di dover cambiare
il sistema attualmente basato sui combustibili fossili
ed andare su un sistema più evoluto che è
quello della combustione e dell’utilizzo di idrogeno.
Per il resto poi d’altro canto se vogliamo mantenere
il tipo di civiltà il tipo di consumi, le abitudini
che abbiamo adesso, penso che non si possa scappare
in un tempo medio corto, a dover trovare delle idee
che ci permettano di avere delle energie a basso costo,
rinnovabili e che ci permettano poi di ricavare dell’idrogeno.
Penso io di aver finito con questa visione, ma è
una tendenza che la vedo possibile da realizzare, a
piccola parentesi in Islanda sono già molto avanti
su progetti di questo tipo e quello che voi vedete qui
verrà realizzato in un certo periodo, direi 4
o 5 anni arrivano ad avere praticamente tutto quello
che voi vedete lì dentro. Ho finito. Grazie.
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