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Provincia di Livorno Area Programmazione
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Francesca Rolla, Responsabile Agenda 21 Provincia di Livorno

Allora, l'iniziativa di oggi si inserisce nell'ambito degli incontri tematici del Forum Provinciale di Agenda 21 e segue il seminario dello scorso 30 settembre, che era incentrato sul tema del risparmio energetico e delle energie rinnovabili.
Com'è noto l'Amministrazione Provinciale di Livorno ha avviato lo scorso anno il processo di Agenda 21 al fine di giungere alla definizione del Piano di Azione per lo sviluppo sostenibile della provincia di Livorno.
Con Agenda 21 la Provincia intende creare un luogo di riflessione e una metodologia di approfondimento partecipata e concordata, in cui tutti gli attori che concorrono allo sviluppo possano collaborare e partecipare alla definizione appunto di un percorso comune, il Piano d'Azione, che miri alla definizione di obiettivi di sostenibilità condivisi, partecipati e d'interesse generale. Per questo motivo sono stati istituiti un Forum Provinciale e tre Forum locali, uno per l'Area Livornese, uno per la Val di Cecina e uno per l'Arcipelago ed è stata definita una collaborazione con il Circondario della Val di Cornia, che ha avviato un percorso autonomo di Agenda 21.
La risorsa idrica è stata una delle tematiche affrontata da tutti e tre i Forum locali, per l'importanza che assume, anche alla luce dell'uso spesso irrazionale che è stato fatto del territorio e delle sue risorse in questi decenni. Ciascun Forum locale si è articolato in gruppi di lavoro che hanno il compito di definire un quadro conoscitivo relativo ai principali aspetti economici e ambientali rilevanti per il territorio. Sulla base del quadro conoscitivo così costruito saranno poi delineati gli obiettivi di sostenibilità e le azioni necessarie per conseguirli, che andranno appunto a comporre il Piano di Azione.
Trattandosi di un processo partecipato, la metodologia di lavoro utilizzata ha visto la collaborazione ed il coinvolgimento degli stessi attori che partecipano ai Forum e ai gruppi di lavoro. Sono stati quindi gli attori che hanno specifica competenza in materia di risorsa idrica ad aver definito il quadro conoscitivo presentato poi alle riunioni dei gruppi.
In particolare l'AATO ha fornito i dati relativi al piano d'ambito sulla gestione del servizio idrico integrato, ASA i dati sui consumi, sulla qualità dell'acqua potabile, sulle caratteristiche della distribuzione della rete idrica; ARPAT ha fornito i dati sulla balneabilità e sulla qualità delle acque superficiali; ARSIA ha fornito i dati sul consumo delle risorse idriche in agricoltura e la stessa Amministrazione Provinciale ha illustrato le nuove competenze che le sono state recentemente attribuite in questa materia, approfondendo soprattutto la questione del catasto dei pozzi.
Il quadro conoscitivo che è stato presentato, nel complesso, può essere considerato:
* adeguato e approfondito, per quanto riguarda le acque destinate al consumo umano e le acque marine dedite alla balneazione,
* da migliorare, per quanto riguarda invece le risorse locali e il monitoraggio dei corsi d'acqua superficiali,
* da approfondire, per quanto riguarda gli usi privati, agricoli e industriali.
Sulla base del quadro conoscitivo così rappresentato, ciascun gruppo di lavoro, all'interno dei Forum locali, ha individuato punti di forza e di debolezza relativi alla risorsa idrica. Per quanto riguarda l'Area Livornese, questi sono i punti di forza che il gruppo ha considerato maggiormente significativi. Si può vedere come in generale per l'area livornese non vi siano particolari criticità dal punto di vista della risorsa idrica: non ci sono deficit idrici, infatti la risorsa acqua per usi potabili risulta adeguata agli attuali fabbisogni quantitativi ed è completo anche il soddisfacimento dei fabbisogni depurativi. Inoltre anche le acque di balneazione presentano un buon livello qualitativo, tant'è che tutta la costa, tranne poche eccezioni, risulta balneabile.
Per quanto riguarda invece i punti di debolezza, il principale è legato al fatto che, pur essendovi disponibilità di risorsa idrica, le fonti di approvvigionamento sono esterne: ben il 75% proviene infatti dalle falde di Filetto, Paduletto e Sant'Alessio, che si trovano al di fuori del territorio locale e solamente il 25% invece derivano da fonti interne. Quindi questo potrebbe creare un problema per quanto riguarda il soddisfacimento dei futuri fabbisogni; inoltre si registra un alto valore nelle perdite di distribuzione della rete potabile e questo è uno degli aspetti che sicuramente deve essere migliorato. Il gruppo, quindi, ha rilevato come per la risorsa idrica nell'Area Livornese non vi siano immediate criticità.
Passando alla Bassa Val di Cecina, il quadro conoscitivo emerso dalle riunioni del gruppo di lavoro, ha evidenziato come punti di forza sia una buona copertura dei servizi di acquedotto, fognature e depurazione, sia la possibilità di utilizzare le acque non potabili, che provengono dal recupero di acque reflue, per vari scopi diversificati (utenze industriali, utenze agricole e usi civili non potabili); si registra inoltre una buona qualità delle acque marine con particolare riferimento a quelle di balneazione.
Per quanto riguarda i punti di debolezza, nel territorio della bassa Val di Cecina abbiamo una forte presenza antropica con significative variazioni di popolazione nella stagione estiva. La presenza di attività industriali che incidono sull'approvvigionamento e sugli scarichi crea ovviamente situazioni di stress idrico. I dati di ARPAT hanno dimostrato che lo stato delle acque superficiali risulta essere scadente; vi sono poi fenomeni di intrusione salina soprattutto nella zona di Vada, ma anche intrusione di cloruri nelle aree di Bibbona e di Cecina.
Si registra ancora oggi la presenza di boro nel fiume Cecina, anche se la situazione sta migliorando rispetto agli anni passati e poi c'è il problema dell'inquinamento dei nitrati nelle acque sotterranee. Al riguardo vorrei segnalare uno studio che è stato condotto dalla Provincia in collaborazione appunto con ARPAT, ASA, ARSIA, ATO e i comuni della Bassa Val di Cecina.
E' uno studio sulla vulnerabilità da nitrati della pianura costiera. Questo studio ha evidenziato la presenza di nitrati nel terreno, soprattutto nella zona di Vada, San Pietro in Palazzi, Cecina e Castagneto Carducci; tale fenomeno è legato al fatto che, diminuendo l'acqua presente nelle falde a causa delle diminuzioni delle piogge e all'aumento dei consumi, la presenza dei nitrati, prodotti dalle attività antropiche (attività agricole, allevamento, smaltimento dei reflui urbani nel suolo), tende ovviamente ad aumentare.
E questo studio ha evidenziato che se non saranno intraprese opere di bonifica, interventi volti a migliorare qualitativamente e quantitativamente la risorsa idrica, nel giro di dieci anni la maggior parte dei pozzi che si trovano tra il fiume Fino e il fiume Cecina non saranno più utilizzabili a fini potabili.
Per quanto riguarda il lavoro del gruppo della Bassa Val di Cecina, devo dire che non ha ancora completato le sue indicazioni, infatti oggi il gruppo si riunisce presso la biblioteca di Rosignano proprio per formulare le proposte che dovranno poi essere prese in esame ed inserite nel Piano d'Azione, in riferimento alla risorsa idrica. Il gruppo ha voluto in particolare approfondire l'aspetto relativo alla presenza della grande industria nel territorio e quindi l’incidenza della Società Solvay sull’uso e sulla qualità della risorsa idrica.
Oltre ad approfondire questo aspetto, il gruppo ha rilevato che spesso c'è o mancanza di dati, soprattutto per quanto riguarda i consumi da parte delle attività industriali e agricole oppure, anche quando i dati ci sono, sono spesso in contrasto tra loro. In una riunione è emersa, ad esempio, una netta differenza tra i consumi idrici in agricoltura, che risultano all'ARSIA, e quelli che risultano all'ATO. E quindi anche questo può creare dei problemi perché non aiuta ad individuare i correttivi migliori.
Passando poi all'Arcipelago, i punti di forza che si registrano per quanto riguarda la risorsa idrica sono, a parte la balneabilità di quasi tutta la costa e la buona qualità delle acque marine, la disponibilità di risorse potabili endogene, di buona qualità, che potrebbero soddisfare il fabbisogno della popolazione residente. Però, e passo quindi ai punti di debolezza, queste risorse non sono utilizzate o lo sono in maniera non corretta.
In generale all'Arcipelago risulta, soprattutto nell'Isola d'Elba, una situazione di non corretta gestione della risorsa idrica, in particolare la mancanza di indirizzi politici e amministrativi ha determinato una frammentazione nella gestione del servizio idrico integrato. A questo si aggiungono poi i problemi legati alle perdite nella rete di distribuzione, causati da infrastrutture obsolete che dovrebbero essere ammodernate. Risulta del tutto inadeguato anche il soddisfacimento dei fabbisogni depurativi e mancano ancora oggi informazioni sufficienti sui prelievi delle falde da parte dei privati.
In generale devo dire che il gruppo di lavoro del Forum dell'Arcipelago ha manifestato un vero e proprio senso di pessimismo verso le amministrazioni locali, perché, per incapacità o per visioni politiche contrapposte, non riescono a fornire una gestione efficiente ed efficace del servizio idrico. Quindi l'indicazione principale che esce dal Forum è quella di superare queste differenze e trovare modalità di raccordo più incisive con tutte le altre amministrazioni per superare i gravi problemi che ogni estate poi si ripresentano.
Anche se per certi aspetti il lavoro dei Forum locali non è ancora concluso, possiamo già trarre alcune indicazioni in materia di salvaguardia della risorsa idrica. In tutti e tre i Forum è emersa la necessità di promuovere una corretta gestione della risorsa da perseguire innanzitutto attraverso la diminuzione dei quantitativi usati. Questo si traduce quindi in una riduzione delle perdite che si registrano nella rete di distribuzione, nel recupero e nel riutilizzo delle acque reflue da destinare a usi industriali e a usi non potabili (come l'irrigazione e il lavaggio dei servizi portuali, ecc.).
E' stato sollecitato anche il recupero, il riutilizzo, laddove possibile, delle acque piovane, l'introduzione di pratiche per l'uso duale delle acque anche nel settore domestico, l'incentivazione della lotta agli sprechi attraverso adeguate politiche tariffarie, e in generale un'educazione complessiva dei cittadini verso il risparmio idrico, da attuare attraverso campagne di sensibilizzazione rivolte sia alle scuole che alla cittadinanza.
E’ stata poi evidenziata la necessità di procedere ad un censimento dei prelievi privati e alla regolamentazione delle concessioni, da attuarsi anche mediante la lotta alle situazioni di abusivismo degli scarichi ed il mantenimento di un alto livello dei controlli e del monitoraggio.
Sono state infine segnalate la promozione di certificazioni e di strumenti di contabilità ambientale, ad esempio nell'ambito delle imprese turistiche e delle imprese agricole, nonché l'attenzione per una corretta regimazione delle acque pubbliche ai fini della regolamentazione dei fenomeni di piena dei corsi d'acqua.
Queste risultanze, insieme alle altre che emergeranno su questa tematica e sulle altre tematiche che il Forum Provinciale e i Forum locali stanno sviluppando, saranno ovviamente oggetto di pubblicazioni, di ulteriori momenti di riflessione e di comunicazione, al fine di creare appunto un’ampia condivisione sulle problematiche dello sviluppo sostenibile, che in definitiva interessano ogni cittadino e quindi ognuno di noi

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