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  Organizzazione:
ASA SpA
Area Marketing Strategico Istituzionale
Provincia di Livorno Area Programmazione
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Luca Bussotti, Assessore alle Politiche Ambientali presso il Comune di Livorno

Io sarò molto breve, ringrazio innanzitutto la provincia, l'ATO, l'ASA e tutti gli organizzatori di questo incontro.

E' difficile per me non parlare del processo di entrata del socio privato all'interno della compagine di ASA, visto il momento politico: c'è una gara in corso per l'entrata di un socio privato nell'azienda.
Però a me preme fare questo ragionamento in un'ottica un po' diversa dalla solita, quella cioè della difesa del consumatore, e dei suoi diritti. Il dibattito politico è abbastanza acceso da questo punto di vista, lo sarà sicuramente in maniera sicuramente più forte proprio nei prossimi giorni su questo tema specifico.
Quella, cioè, della tutela della risorsa idrica e del ruolo che il pubblico e il privato possono avere in questa grossa perdita. Io penso che il modello delineato dalla legge Galli e che le ATO hanno applicato sia un modello che garantisce il ruolo del consumatore.
Si tratta di competenze strategiche affidate al pubblico, quindi all'assemblea dei Sindaci. All'interno di questo scenario va visto il rapporto tra l'authority, quindi l'ATO, e il soggetto gestore, quindi il rapporto che dovrebbe garantire anche la tutela del consumatore.

Lo descriveva prima Di Girolamo, però io penso che questi aumenti tariffari che non sono stati solo nel territorio livornese, ma un po' in tutto il territorio, hanno un obiettivo molto chiaro, quello cioè di realizzare un piano d'ambito, cioè dei finanziamenti per investimenti molto ambiziosi a Livorno.
Per pagare questo piano d'ambito è necessaria una tariffa che deve sostenere tutto il piano di investimenti. Credo che la Regione e possibilmente anche il Governo dovrebbero intervenire per cercare di dare una mano alle ATO e ai gestori. Noi non ci possiamo più permettere piani d'investimento ventennali con una situazione idrica così critica. E' chiaro che noi non possiamo, come autorità di ambito, innalzare indefinitamente le tariffe per far salire in dieci anni, invece che venti, i piani d'ambito.

Quindi io penso che sarebbe del tutto opportuno che sia il Governo che la Regione, che però ha già espresso in una sede più formale per bocca dell'assessore, occorrerebbe che queste due istituzioni contribuissero alla risoluzione di questo problema. Altrimenti poi troveremo costantemente rapporto conflittuale tra autorità d'ambito e organizzazioni sindacali e organizzazioni dei consumatori su un problema evidentemente non risolvibile, cioè se noi dobbiamo fare investimenti importanti in tempi brevi.


Come si colloca il privato all'interno di questo scenario?

Io penso che la garanzia prima sia data proprio dall'impalcatura istituzionale della legge Galli, quindi autorità di ambito che vigila, che controlla, affida il servizio e determina le tariffe.

C'è però un'ulteriore garanzia che il modello toscano ha voluto tenere, quelle cioè di società che gestiscono il servizio idrico, che debbono avere in prevalenza capitale pubblico. Sapete che ASA attualmente è di proprietà esclusiva del comune di Livorno, gli altri comuni, quasi tutti hanno deliberato nei loro consigli comunali e stanno quindi entrando materialmente, accendendo i muri, per entrare materialmente nella compagine aziendale di ASA attraverso un processo di ricapitalizzazione della società e questo è sicuramente un passo importante.

C'è poi un secondo passaggio che è quello dell'entrata di un socio privato all'interno della compagine societaria, che è un passaggio che spaventa. Spaventa molti all'esterno dell'azienda, spaventa anche, devo dire, qualcuno all'interno dell'azienda. Io penso che, tutte le idee sono rispettabili - ci mancherebbe - penso però che sia un approccio sbagliato, perché le garanzie che le tariffe non vengano toccate, e comunque vengano decise dal pubblico, quindi dall'assemblea dei sindaci, le garanzie che il piano degli investimenti venga effettuato così come l'ATO l'ha stabilito e le garanzie di avere un'azienda comunque a maggioranza pubblica, ecco io credo che tutto questo sistema di garanzie rappresenti una situazione di tranquillità anche all'interno di una compagine mista pubblico - privata.
Io penso che il privato che entrerà, che acquisterà il 40% di quote di ASA, sicuramente voglia gestire l'azienda - su questo non c'è dubbio - e su questo noi stiamo lavorando grazie al nuovo diritto societario che entrerà in vigore dal primo di gennaio, stiamo lavorando al nuovo statuto dell'azienda. Il che significa sostanzialmente mettere, tradurre da un punto di vista tecnico, il principio - lo dico in maniera anche un po' brutale - che il privato gestisce e il pubblico ha un sistema di garanzie, di controlli e di indirizzi strategici a cui il privato deve rispondere.
E questo non è soltanto, come dire, un modo di operare tra il pubblico e il privato all'interno della risorsa acqua, che è una delle più delicate con cui noi abbiamo a che fare, ma anche rispetto ad altre partite importanti: io penso ai rifiuti o ad altre situazioni. Il rapporto tra pubblico e privato si sta sempre più delineando in questo modo.


Da un'entrata minoritaria del socio privato all'interno della compagine di ASA, credo che ci sia una possibilità, una opportunità duplice: da una parte un privato che comunque immette all'interno dell'azienda risorse finanziarie importanti. Questo è un primo aspetto: le nostre aziende ASA.
L'azienda deve far fronte appunto ad un piano di investimenti molto cospicuo e quindi deve avere un capitale sociale tale da permettergli di avere dei margini anche di tipo finanziario, accendere mutui e così via tali da rispettare questo impegno.
La ricapitalizzazione attraverso l'entrata di altri comuni e quella attraverso l'entrata del socio privato, penso che consentano di mettere a regime la situazione anche da un punto di vista economico e finanziario di ASA; e questo, credo, sia una garanzia che tutti noi dobbiamo avere. E questo è il primo aspetto.
Il secondo aspetto è il know how che il privato metterà a disposizione. Ora io sono convinto che ASA abbia una buona conoscenza, una buona, come dire, tecnicalità rispetto agli interventi che deve fare. Però è evidente che noi stiamo parlando di soggetti privati di grado nazionale ed internazionale. Io ve lo ricordo: i quattro soggetti interessati all'entrata all'interno della compagine societaria di ASA sono Seven trent, Aguas de Bercelona, Amca di Genova e A.C.A. di Roma, soggetti molto importanti. Fra l'altro credo, se non sbaglio, tutti quotati in borsa, comunque le due italiane sicuramente già quotate in borsa.
Quindi, ecco, volevo spendere questo mio intervento per tranquillizzare e per portare l'attenzione appunto di questo dibattito rispetto a un ruolo positivo che il privato può avere, anche se in maniera minoritaria, all'interno della gestione di una risorsa così importante come la risorsa idrica. Naturalmente quello che sarà importante e che non abbiamo ancora definito, proprio per delineare questo sistema di garanzie all'interno dell'azienda, è il nuovo statuto e i patti para-sociali che verranno fatti tra pubblico e privato, che comunque saranno patti para - sociali che tenderanno sicuramente dalla parte del pubblico, proprio all'interno di quel sistema di garanzie che noi riteniamo essenziale proprio per la tutela sia del consumatore che anche della la risorsa stessa.

Grazie

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