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  Organizzazione:
ASA SpA
Area Marketing Strategico Istituzionale
Provincia di Livorno Area Programmazione
Formato WordFormato PDF

Roberto Boschi, Federconsumatori e Utenti della Provincia di Livorno

Livorno 29/10/2003

Questa ricerca, a tutto campo, della Federconsumatori e Utenti e Adoc , vuole, senza alcuna pretesa, dare il loro contributo al convegno, ringraziando per l’invito ricevuto, speranzosi che tutti i soggetti presenti e non si adoperino a una tutela, sempre più attenta alla qualità, al prezzo ed allo sfruttamento intelligente della risorsa acqua, affinché il territorio ne tragga beneficio.
Tutti insieme dovremmo darci un iter, proponendo, alle istituzioni,una nuova politica della risorsa acqua, iniziando, dai nuovi insediamenti urbanistici, con una doppia tubazioni, che consenta ad esempio, l’impiego della risorsa riciclata dalla depurazione.


Acqua


L'acqua e il nostro corpo

Siamo abituati a concepire il nostro corpo come un "qualcosa" di statico tranne che per ciò che vediamo allo specchio. «In realtà - spiega il dottor Stefano Cecchi, specialista in idrologia medica e clinica termale, - esso cambia di frequente. Anche l'epidermide, ad esempio, è nuova ogni 30 giorni. Se consideriamo - aggiunge - che circa il 60% dell'organismo è composto di acqua, libera o legata, che partecipa in maniera diretta o indiretta a tutte le varie reazioni metaboliche del nostro essere, è fin troppo facile capire quale sia l'importanza di questa molecola vitale». "L'acqua - continua ancora Cecchi - ha un proprio sapore, un proprio gusto che dipende dal luogo, cioè dagli strati che ha dovuto attraversare prima di essere fruibile. Il concetto di acqua minerale, pertanto, è medico-giuridico, strettamente correlato alle capacità curative particolari dell'acqua in questione che vengono riconosciute dopo un iter sperimentale confortato da prove cliniche e non è legato a quantità di sali normalmente disciolti in essa».


Pochi numeri da guardare

Il primo numero da guardare con molta attenzione è il residuo rosso. Che cosa significa? Il residuo fisso si ottiene in laboratorio facendo evaporare l'acqua a 180'C. Quello che rimane, espresso in milligrammi, corrisponde alla quantità totale di sali minerali contenuti nell'acqua. Con questo parametro si definisce in pratica la leggerezza o meno dell'acqua, per cui avremo: acque minimamente mineralizzate, acque oligominerali, acque medio minerali, acque ricche di sali minerali. 1 valori medi delle acque potabili oscillano fra 300 e 1.000 m / I. Oltre il valore di 1.500 mg/I l'acqua non è più considerata potabile. Se il residuo fisso è inferiore a 50 mg/I le acque vengono considerate debolmente mineralizzate, hanno un apporto in sali minerali modesto e quindi non ne è consigliabile il consumo a soggetti che, come gli adolescenti e i giovani, hanno bisogno di sali di calcio, magnesio e fluoro. Sono invece adatte alle diete povere di sodio e in particolare a chi soffre di ipertensione. Le acque più mineralizzate vengono considerate digestive grazie ad una abbondante presenza di bicarbonati, sono adatte al giovani e agli sportivi, a chi ha particolari carenze di minerali e si prestano bene per il consumo estivo, quando l'organismo, insieme al sudore, perde grosse quantità di sali minerali; è invece sconsigliabile per soggetti sani l'uso sistematico di acque troppo ricche di sali minerali che, come appunto le acque termali, devono essere assunte con cautela e sotto il controllo medico, basti ricordare, che molte acque venivano vendute solo in farmacia.

Tra una bollicina e l'altra

Un altro parametro molto importante che indica se l'acqua è acida o basica, è il ph. -e il ph è alto, si tratta di un'acqua basica e può essere indicata per chi ha problemi di gastrite o acidità di stomaco.
La presenza di nitriti e nitrati nelle acque costituisce un serio indizio di inquinamento poiché essi provengono dalla decomposizione di sostanze organiche. Per la legge italiana il contenuto massimo è di 0, 1 mg/I per nitriti e 50 mg/I per i nitrati. Tuttavia ci sono alcune etichette che vantano l'assenza di queste due sostanze dopo che l'organizzazione Mondiale della Sanità ha raccomandato, per l'alimentazione di lattanti e donne in gravidanza, un valore di nitrati non superiore a 25 mg/I.
1 solfati sono da sempre contenuti nelle acque e ad essi vengono attribuite proprietà digestive. Il contenuto massimo ammesso nell'acqua potabile è di 250 mg/I. Valori eccessivi possono provocare fenomeni lassativi o irritazioni gastrointestinali.
Il sodio svolge funzioni significative nell'organismo e viene assunto in quantità certamente eccessive rispetto al fabbisogno che è di 2 grammi al giorno. Troppo sodio è dannoso per l'ipertensione. Per le acque potabili è consentito un valore massimo di 175 mg/I, ma quello consigliato si aggira sui 20 mg/I.
Il fluoro costituisce un elemento importante per la struttura delle ossa e dei denti. Con l'acqua il fluoro viene assorbito rapidamente e completamente. Il valore guida per l'acqua potabile è di 0, 1 mg/I, quello massimo di 1 mg/I poiché un eccesso di fluoro assunto regolarmente risulta tossico.
L'anidride carbonica libera, determina la caratteristica effervescenza dell'acqua rendendola inoltre più conservabile e dissetante. Acque eccessivamente gassate procurano acidità.

Qual'è il contenitore amico?

Un business effervescente, all'interno del quale domina la plastica. Eppure non è un caso se, con il tempo, l'anidride carbonica fuoriesce dalla bottiglia, lasciando nell'acqua solo uno sgradevole sapore acidulo. Ecco perché è sempre meglio acquistare un'acqua imbottigliata da poco. Infatti, come termine massimo per il consumo vengono in genere indicati 3 mesi per le confezioni in plastica e 6 mesi per quelle di vetro. Purtroppo, però, a causa della nuova legge non sarà più possibile risalire alla data d'imbottigliamento del prodotto. Fortuna che il consumatore è protetto dalla enorme vendita di acqua che impedisce normalmente alle confezioni la lunga permanenza nel punti vendita.
Qual'è dunque la preziosa bottiglia di cui fidarsi? Vetro o plastica? Il Pvc viene considerato da molti un contenitore meno adatto, tant'è vero che in Italia molte aziende hanno sostituito il Pvc con il Pet, ma la scelta migliore in assoluto è rappresentata dal vetro che sicuramente offre migliori garanzie di conservabilità ed ha un impatto ambientale certamente più accettabile, specialmente se viene recuperato e riutilizzato.
Il problema vero, però, è, a giudizio di molti, quello della conservazione e dello stoccaggio. Infatti le bottiglie di acqua minerale andrebbero rigorosamente conservate sempre al coperto e lontano da fonti di calore al cui contatto possono produrre sostanze estranee.

big delle acque minerali

Poche famiglie si dividono in Italia l'appetitoso piatto delle acque minerali. BSN (Nepi, Boario, Fabia, Ferrarelle, Sangemini, Sant'Agata, Silia, Vera); famiglia Mentasti e Perrier (Claudia, Giara, Giulia, Limpia, Panna, Pracastello, Sandalia, San Pellegrino); famiglia Zoppas (Augina, Guizza, San Benedetto); Garra-Gardini-Malgara (Levissima, Pejo, Ciappazzi, Recoaro, Fonti del Tigullio); Ciarrapico-Italfin (Alba, Appia, Ausonia, Bonora, Camozei, Fiuggi).


Quote sul mercato italiano (%)


BSN 20 Terme Sant'Andrea 5,5
Levissima 13 Uliveto 4
San Benedetto 11 San Bemardo 3,7
Vera 9 Norda 3
San Pellegrino 9 Sant'Antonio 2,7
Italfin 7 altri 12,1

Prospetto "A”

Costo delle acque minerali in bottiglia

S. Gemini l. 1 E. 0,66 Mc. 1 E. 660
Fiuggi l. 1 E. 0,73 Mc. 1 E. 730
Tesorino l. 1 E. 0,40 Mc. 1 E. 400
Uliveto l. 1 E. 0,37 Mc. 1 E. 370
Fabia l. 1 E. 0,29 Mc. 1 E. 290
Vera l. 1 E. 0,27 Mc. 1 E. 270
Fiora l. 1 E. 0,21 Mc. 1 E. 210


Legge Regionale Toscana 9.11.1994 n. 86

Disciplina della ricerca e coltivazione delle acque minerali e termali sono conformi allo sfruttamento i diritti contemplati dagli art. 10 e 24 della Legge stessa rispetto al costo delle acque minerali in bottiglia? (vedi prospetto A).
1 consumatori non conoscono gli eventuali benefici delle acque nel suo complesso; le acque termali sono da considerarsi medicamentose?

Art. 10 - Diritto proporzionale - Tassa di rilascio

1 . Il titolare del permesso di ricerca deve corrispondere alla Regione il diritto proporzionale annuo anticipato di Euro 5 per ogni ettaro e frazione di ettaro della superficie compresa nell'area del permesso.
2. Il pagamento del diritto proporzionale deve essere effettuato entro il 31 dicembre dell'anno precedente. 1 ricercatori sono tenuti ad inviare entro il 31 gennaio successivo all'ufficio regionale competente in materia di acque minerali e termali copia della quietanza dell'avvenuto pagamento.

Art. 24 - Diritto proporzionale - Tassa di concessione
Contribuzione agli oneri diretti e indiretti


I. Il titolare della concessione deve corrispondere alla Regione il diritto proporzionale annuo anticipato per ogni ettaro o frazione di ettaro compresi nell'area di concessione:

a) di Euro 63,50 con un minimo di 3167,00 le acque minerali;
b) di Euro 18,50 con un minimo di 633,50 per le acque termali;
c) di Euro 6,00 con un minimo di 154,94 per le concessioni la cui attività è sospesa.

2. Il pagamento del diritto proporzionale deve essere effettuato entro il 31 dicembre dell'anno precedente. 1 concessionari sono tenuti ad inviare entro il 31 gennaio successivo all'ufficio regionale competente in materia di acque minerali e termali copia della quietanza dell'avvenuto pagamento.

3. La misura del diritto proporzionale annuo è adeguata con provvedimento della Giunta Regionale ogni biennio, tenuto conto degli indici nazionali del costo della vita determinati dall'ISTAT prendendo come base quello riferito al 31 dicembre dell'anno di entrata in vigore della presente Legge.

4. Per l'uso delle pertinenze di cui alla presente Legge, il nuovo concessionario è tenuto a pagare un canone annuo pari al 5% del loro valore, calcolato all'atto della presa in consegna da parte della Regione, fino a quando le pertinenze stesse non verranno sostituite.

5. Il rilascio della concessione è soggetto al pagamento della tassa di concessione regionale di cui al n. d'ordine 32 della tariffa approvata con D.Lgs. 22 giugno 1991 n. 230 e successive modificazioni ed integrazioni, determinata con Legge Regionale, in conformità a quanto disposto dalla Legge 16 maggio 1970 n. 281 e successive modificazioni ed integrazioni.

6. 1 concessionari sono tenuti a versare alla Regione un contributo per gli oneri diretti ed indiretti sostenuti da Comuni, Province e Regione in conseguenze delle opere ed attività di estrazione, adduzione, imbottigliamento e trasporto delle acque minerali emanate nel territorio di competenza sulla base di parametri stabiliti dalla Giunta Regionale. La quantificazione dell'importo dovuto è stabilita in apposita convenzione da stipularsi tra il concessionario e gli Enti interessati nella quale sono altresì definiti i termini e le modalità di pagamento, attualmente è in discussione alla Regione,il cambiamento di questa legge.

Come si evince dal prospetto “B”, i soggetti che sfruttano tale bene primario sono prevalentemente privati, quali garanzie al consumatore?
Siamo sicuri che l’etichettatura sia giusta? Bisognerà chiedere alle autorità di conoscere i dati delle acque minerali, sempre più usate e sempre più costose e delle acque degli acquedotti

Prospetto “B”
Acque Termali Private 33 Pubbliche 8
Acque Minerali Private 22 Pubbliche 13

Tariffe praticate dall'ATO 5 “TOSCANA COSTA”

Tariffe acqua uso domestico dal 1.01.2003

MC/anno Costo Mc. Dep./Mc Fogn./Mc Totale Mc/euro

da 0 a 80 0,403241 0,340920 0,146108 0,890269
da 81a150 0,769822 0,340920 0,146108 1,256850
da 151 a 200 1,345877 0,340920 0,146108 1,832905
oltre 200 1,869565 0,340920 0,104108 2,356596

La quota fissa euro 20,280000/anno


Tariffe acqua uso domestico dal 1.01.2003 Cecina e Bibbona


MC/anno Costo Mc. Dep./Mc Fogn./Mc Totale Mc/euro

da 0 a 80 0,403241 0,340920 0,146108 0,890269
da 81a150 0,769822 0,340920 0,146108 1,256850
da 151 a 200 1,345877 0,340920 0,146108 1,832905
oltre 200 1,869565 0,340920 0,104108 2,356596

La quota fissa euro 20,280000/anno.

 

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